di Alessio Sciurpa

Scrive Tali Sharot (The Optimism Bias, Pantheon Books):
“L’ottimismo comincia da quella che è forse la più straordinaria delle capacità umane: la possibilità di viaggiare mentalmente, di andare avanti e indietro nel tempo e nello spazio. Anche se molti di noi la danno per scontata, questa capacità di immaginare uno spazio e un tempo diversi in realtà è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Ci permette di programmare, di conservare cibo e risorse per i momenti in cui non potremo disporne e di lavorare sodo in vista di una ricompensa futura. Ci consente anche di prevedere come il nostro comportamento di oggi influirà sulle generazioni future. Se non fossimo capaci di immaginare il mondo tra cent’anni, ci preoccuperemmo del riscaldamento globale? Ci sforzeremmo di vivere in modo sano? Avremmo dei figli?”.
La mente umana, questo straordinario strumento che stiamo ancora esplorando nelle sue potenzialità, funziona come tutti sanno per immagini. E se queste immagini di colpo venissero confuse? Se un danno celebrare non ci permettesse più di comunicare efficacemente?
Nel 2009 il padre di Riccardo Prodam viene colpito da ictus, la sua capacità di relazionarsi con i suoi cari e di comunicare anche i più banali bisogni primari viene di colpo interrotta. A seguito di questo evento traumatico Riccardo e la sorella Flavia, esperto di modellistica matematica e volatilità stocastica l’uno, medico endocrinologo l’altra, decidono di mettere a frutto le loro conoscenze per ristabilire quel dialogo interrotto, per colmare la distanza che inesorabilmente li separava da loro padre.
Nasce così il progetto Dreambrain. Read more »